Il debutto del Bikini a Parigi

Come è cambiato e cosa sarà di moda quest’estate

Da quando è stato lanciato sulle passerelle di Parigi nel 1946, proprio in questa giornata, il bikini, il costume da bagno due pezzi, ne ha fatte di vittime.

Mai passato di moda, sempre rimasto sulla cresta dell’onda, diventato sempre di più simbolo di seduzione e appeal, il bikini ha catturato il cuore di tutte le donne del pianeta, avvalendosi del primato di capo d’abbigliamento più longevo e continuativo della storia.

In principio fu lo scandalo. Lo stilista francese Louis Reard presentò questo nuovo, all’epoca succinto quasi indecente, modello di costume da bagno, ed ebbe anche molte difficoltà nel farlo indossare a qualche modella. Tutte si rifiutarono. La soluzione fu poi data da una spogliarellista del Casino de Paris, che decise di indossarlo e sfilare.

Perché Bikini? Perché riprende il nome di una delle isole Marshall, dove in quel periodo gli USA conducevano test nucleari. Un modello, appunto, atomico, che avrebbe rivoluzionato il modo di vestire delle donne e anche la percezione della figura femminile da parte della società stessa.

Di lì a poco l’ascesa fu epica. Già nel 1947 Lucia Bosé lo presentò in occasione di Miss Mondo. Nel 1950 Sofia Loren lo sfoggiò e fu eletta Miss Eleganza. Sette anni dopo,la divina Brigitte Bardot lo indossò nel film E Dio creò la donna. Una scalata verso il successo, che portò fino agli anni ’70, quando l’ombelico fu definitivamente scoperto.

Il due pezzi è cambiato nel corso degli anni, tanti sono stati i modelli susseguitisi: negli anni ’50 la faceva da padrone lo slip a vita alta, negli anni ’70 il triangolo ad uncinetto, negli anni ’90 il costume intero molto sgambato in stile BayWatch.

Oggi, nel 2017, tornano di gran moda proprio questi tre modelli, per rivivere gli anni d’oro del bikini e prepararne altri ancora più atomici.

Mariagrazia Ceraso

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