Custom painting – Arte nuova e istintiva per i posteri

Decoro, impronta, ispirazione, tanto lavoro e poco concetto, per un’arte che sa di strada. Intervista a Ivan Motta

Custom painting è, provando a sintetizzare, la decorazione di moto, o parti di esse, caschi, o in genere qualsiasi altro oggetto, appartenente al mondo dei motori.

Custom painting è l’abilità di esprimersi, attraverso tecniche e forme, spesso inesplorate. È qualcosa che accende, qualcosa di nuovo, e forse anche di ignoto.

«Kustom painting è una nuova forma d’arte, vera e propria disciplina artistica», a spiegarlo è Ivan Motta, artista, da vent’anni tra i pionieri di questa nuova ed originalissima forma d’espressione. Ivan studia, confronta, ricerca, realizza. «L’influenza del mondo dei motori, è forte – spiega – ma non per questo bisogna considerare il kostum painting, con la K (una sorta di firma dell’autore) legato solo ed esclusivamente a certi ambienti».

Ivan Motta, artista, vive del suo lavoro, ama il suo lavoro, accetta il compromesso portato dal cliente, ma non per questo soffoca il suo stile, la sua idea, la sua impronta. Anni di sacrifici e rinunce, il prezzo da pagare per l’affermazione, per la serenità umana ed artistica.

«Mi reputo una persona che ha fatto il possibile per rendere popolare questo concetto – racconta Motta – non un grande esponente, non il migliore, ma uno che ha dato tanto alla causa. Il mio – continua – è un lavoro duro, toglie e poi dà, toglie tempo, notti, sonno, ma poi la soddisfazione per aver realizzato ciò che avevi in mente ti ripaga di ogni sacrificio, e tutto allora ha davvero senso». Se si chiede a Ivan Motta, quali influenze ha subito, quale filone artistico lo ha più di tutti coinvolto nell’elaborazione della proprie opere, risponderà tutti e nessuno. Ogni tratto, ogni opera, ogni riflessione è per lui fonte d’ispirazione. Chiaramente, l’impronta del suo tratto, quando lasciato “libero” di esprimersi, sfiora l’immagine rinascimentale, l’impronta, l’identità forte, della tradizione artistica italiana insomma.

«Sono convinto – spiega ancora l’artista – dell’enorme traccia che il Custom painting lascerà nel panorama artistico internazionale, l’impronta popolare del fenomeno non potrà che renderlo famoso, di massa, importante. Se pensiamo alla pop art che, oltre ogni riflessione personale, ha avuto un impatto devastante in quel particolare periodo storico, è facile immaginare quanto sèguito e quale segno possa lasciare dietro il concetto artistico del kustom. Qui ci si sporca le mani, c’è poco di concettuale, c’è tanto lavoro, ed anche tanto egoismo, perché il mio lavoro rende vivo prima di tutto me stesso, qualcosa dovrà per forza restare».

È bella, davvero, l’immagine dell’artista, alle prese con se stesso, che si interroga, si descrive, si racconta, e poi alla fine, ancor più di prima, è fiero del suo essere, del suo fare, della sua arte.

Paolo Marsico

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