Di cuore e di pancia – A tu per tu con Ambra Angiolini  

Confida ai lettori di #3DMagazine che, se qualcuno glielo avesse detto più di vent’anni fa, ai tempi di Non è la Rai, forse non ci avrebbe creduto nemmeno lei di diventare una diva del mondo dello spettacolo, abituata com’è a «fare le cose di pancia» e a seguire il cuore e il suo istinto, “passando da uno stile all’altro e sperimentando generi differenti” .

Eppure, che Ambra Angiolini, attrice, cantante, conduttrice e presentatrice TV avesse un gran talento e stoffa da vendere, si intuiva già nel fortunatissimo format di Canale 5, quando teleguidata in cuffia dal suo mentore, il maestro Gianni Boncompagni, intratteneva i telespettatori da casa con balletti, telequiz e giochi per bambini.

Radio, teatro, cinema, piccolo schermo, amori impossibili e nuove fiamme, come quella accesa tra lei e l’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri: nella giovane biografia professionale e personale di Ambra c’è tanto e un po’ di tutto, compreso il piccolo Leonardo, il figlio avuto dall’ex compagno e musicista Francesco Renga.

«Perché non seguo una logica nella mia vita: scelgo quello che mi dà entusiasmo e mi sembra giusto in un determinato momento», racconta la Angiolini durante un’intervista per i lettori di #3DMagazine, concessa a margine di una serata di gala dedicata al cinema.

Non hai progetti particolari, quindi, per il prossimo futuro?

«Qualcosa in cantiere c’è, io cerco di non fossilizzarmi e di avere più strade a disposizione, per trovare un piccolo spazio per me in ognuna di queste. Forse tornerò al cinema d’autore, l’esperienza con Özpetek è stata straordinaria: in Saturno, con Roberta (il personaggio interpretato dalla Angiolini, ndr) lui ha saputo raccontare la mia fragilità nascosta» .

Di tutte quelle che ti danno la critica e i giornali, qual è l’immagine di te che preferisci?

«Quella vera, spontanea: io sono così, un po’ l’amica di tutti. La gente mi piace, sono una chiacchierona ed entro facilmente in empatia con le persone e col pubblico, anche se non sono simpatica a tutti: arrivo sempre in pace, ma poi accade che rompa gli schemi».

Come ricordi la Ambra teenager? E come ti vedi adesso? C’è un ruolo che vorresti?

«Ricordarla è facile, è scordarsela che è difficile – scherza, pensando ai suoi esordi: dei quattordici anni mi mancano la purezza e l’incoscienza, l’inconsapevolezza di un talento nascosto; ma, grazie a Dio, il tempo sta facendo il suo corso. Sono cambiata molto da allora e oggi sono una donna soddisfatta: spero che il mio presente racconti di più del mio passato e, quando recito, di essere più interessante di WhatsApp. In futuro, al cinema, vorrei fare un film in cui la donna non sia per forza la moglie di, o la compagna di…».

 

Fabio Falabella

 

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