Coutot Roehrig, la società che cerca gli eredi per dar loro un tesoro

Il telefono squilla, il suo trillo è insistente (anche se il trillo è oramai estinto, ndr), sembra volerti preannunciare qualcosa di importante. Alzi la cornetta e risponde una voce femminile: «Salve, lei sa di avere lontani parenti in Argentina? C’è una cospicua eredità che la attende, suo zio le ha lasciato un milione di euro».

Eredità? Parenti? Soldi? Pensavi fosse il solito e molesto call center e invece ti ritrovi a parlare con una sorta di Raffaella Carrà delle successioni. Forse si tratta di una truffa, giusto? No, non lo è.

Si tratta della Coutot Roehrig, una società francese trapiantata in Italia a Genova e Milano.

Di cosa si occupa? Realizza mappature genealogiche individuando tutti gli aventi diritto di una successione ereditaria. La prima telefonata agli eredi si conclude sempre tra parolacce e toni alti, nella giungla urbana e sempre meglio andarci cauti, c’è diffidenza. Poi le cose però cambiano.

«Magari abbiamo impiegato tre anni per trovare l’erede – raccontano Nadia Spatafora ed Eleonora Grasso, direttrice e responsabile ricerche della Coutot Roehrig in Italia – e quando ci insultano ci restiamo male. Con calma, con altre telefonate, diciamo chi siamo, dove possono trovarci. Invitiamo le persone a contattare un professionista di loro fiducia – un avvocato, un commercialista, un notaio – perché sia lui a verificare la nostra proposta».

Una proposta che si chiama “contratto di rivelazione“.  Si tratta di una scrittura privata con la quale la società si impegna a versare l’eredità a chi sottoscrive il contratto trattenendo una quota che varia dal 10 al 30%. Chi firma non sa di cosa si tratti ma ha un’assicurazione: se per caso non ci fosse nulla da incassare – perché nel frattempo salta fuori un altro erede o per qualsiasi altro motivo – non deve nulla alla Coutot Roehrig. Al massimo avrà perso un po’ di tempo. «Con una procura firmata davanti a un notaio diventiamo i legali rappresentanti dell’erede».

La Coutot Roehrig ha ricercatori che vanno a cercare nomi e date nelle anagrafi, negli archivi civili e parrocchiali. Spesso è la società stessa a essere contattata da avvocati, commercialisti e notai che non sanno a chi consegnare un bene. Se un’eredità resta senza padrone dopo dieci anni passa allo Stato. La legge italiana dice di cercare fino a un parente di sesto grado, che sarebbe ‘il figlio di un cugino di un proprio genitore’.

A Piacenza un signore ha lasciato un palazzo, un milione di euro e nessun testamento. Due cugini erano noti ma la società ne ha trovati altri due, nel Sud e in Francia, e ognuno ha ricevuto 400.000 euro.

Un signore milanese fece testamento ma era così tanto ricco da non ricordare tutti i suoi beni. L’agenzia trovò otto figli di un cugino di quarto grado e ad ognuno di loro furono corrisposti 200.000 euro.

Non sempre la ricerca riguarda i soldi. Il procuratore di Cristian Rodriguez, uruguayano che gioca nel Porto, chiese alla Coutot Roehrig di trovare gli antenati italiani del giocatore per poter diventare “comunitario”. «Ci siamo riusciti – affermano soddisfatti dall’agenzia – Abbiamo accertato che suo trisavolo Carlo Antonio Barotto partì da Lusernetta in Piemonte nel 1838 e fu registrato come Barrotti». Ora Rodriguez è comunitario.

L’anno scorso 10 milioni di euro sono entrati nelle tasche di una settantina di eredi prima inconsapevoli. Siamo sicuri che d’ora in avanti ci penserete più di una volta prima di buttare giù il telefono.

 

Fabrizio Brancaccio
(Fonte: La Repubblica)

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