Cosa non va nella scuola di oggi?

Alunni, professori e società sono chiamati in causa per il cattivo andamento della scuola

Nell’attuale società liquida assistiamo sempre più spesso a fenomeni di violenza talvolta gratuiti, talvolta figli dell’esaltazione e dell’imitazione di modelli negativi.

Può capitare che alcuni ragazzi, soggetti più inclini ad ispirarsi al mito dell’antieroe, per mostrarsi machi, agiscono come veri e propri teppisti. Un agire non confinato in limiti predefiniti, ma che imperversa anche in ambito scolastico, dove la maleducazione e purtroppo non solo quella, come si evince dagli ultimi fatti di cronaca, regna.

L’ultimo episodio è accaduto all’istituto tecnico commerciale “Majorano”, a Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta. La professoressa d’italiano, Franca Di Blasio è stata assalita da un suo studente che, con un coltello a serramanico, l’ha ferita in pieno volto.

Questo è l’ultimo, ma non l’unico caso di violenza perpetrato a scapito di un docente, esponente di una classe a cui, senza se e senza ma, si deve portare rispetto e che invece oggi non è più considerata, dalla maggior parte degli studenti, né autorevole né competente.

Certo di pancia colpiscono gli episodi di violenza, ma non va sottaciuto nemmeno il comportamento scorretto di quegli alunni che disturbano le lezioni: fanno battute fuori luogo, si alzano in continuazione, usano il cellulare e mostrano disinteresse e mancanza di rispetto per chi sta lavorando per loro.

C’è da chiedersi da dove proviene tutto questo lassismo. La risposta non è semplice.

Qualche causa potrebbe trovarsi nel fatto che vi sono insegnanti anziani che non hanno avuto una formazione adeguata per confrontarsi con le nuove generazioni.

Ma il riflettore potrebbe puntarsi anche su quei docenti sfiduciati da genitori che pensano di saperne di più di chi si occupa dei loro figli e che sono pronti a prendere le loro difese a spada tratta. Si scatena in questo modo un cortocircuito tra famiglia e scuola che vede da un lato insegnanti delegittimati o demotivati, dall’altro ragazzi che, a scapito di altri studenti che vogliono seguire la lezione o di insegnanti che cercano di trasmettere il sapere, non intendono rinunciare alla loro maleducazione anche perché sanno che nella scuola di oggi  difficilmente si perde l’anno scolastico.

 

Fabio Marino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *