Blue Monday e l’auto-profezia che si avvera

Cliff Arnall, psicologo dell’Università di Cardiff, nei primi anni 2000 attraverso una complicata equazione che prende in considerazione variabili come il meteo, i soldi spesi per le feste di Natale, il calo della motivazione e la spinta al “darsi da fare” individuò il Blue Monday cioè il giorno più triste dell’anno.

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Bufala o meno, dando per vero questo dato, dal 2000 ad oggi sono passati un po’ di anni, il momento storico che stiamo vivendo è diverso e le variabili sono cambiate. Mettere delle etichette o incasellarsi in categorie crea sempre rigidità e soprattutto tutto questo agisce sulla nostra mente. In psicologia si parla di “profezia che si auto-avvera”, cioè finiamo per lasciarci condizionare dalle idee che alimentiamo e nel caso del Blue Monday, da questa idea di tristezza che finisce per invaderci. Un po’ come credere che venerdì 17 è un giorno sfortunato e state sicuri che sicuramente cominceranno ad accaderci delle sventure.

Quindi che il terzo lunedì di gennaio possa essere o meno il giorno più triste dell’anno dipende solo da noi, dal potere che gli diamo e da come stiamo in quel momento. Se non ci sono delle cause reali o congrue alla nostra tristezza in quel momento ma stiamo in uno stato di apatia, insoddisfazione, pseudo tristezza dobbiamo chiederci: “Ma mi sto dedicando alle cose che mi piacciono?”.

Sono piccole cose come fare una passeggiata oppure mangiare quel piatto che tanto ci fa gola…lo facciamo?

Ebbene, se la risposta è NO, allora dobbiamo cominciare, senza vivere il nostro “lunedì triste”.

 

Carolina Alfano
Psicologa Psicoterapeuta

 

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