I bambini e il cancro – Mai aver paura di mostrare la propria paura

Diagnosi di cancro nella nostra società, per quanti progressi siano stati fatti in medicina e per quanto sia possibile anche guarire con le adeguate cure, ci fa sempre tremare. Cancro significa ancora “diagnosi di morte”. Ancora di più se ad ammalarsi sono poi i bambini, così indifesi.

Ma cosa succede ai genitori o a chi sta intorno al malato?

Scatta la tutela, si dice poco con l’intento di limitare i danni, si esprimono poco le emozioni e si entra nel meccanismo del fare: trovare un buon medico, trovare le migliori cure, il miglior ospedale… è giusto, è necessario, ma manca una arte importante: l’emozione. Serve uno spazio emozionale per la paura, la disperazione sia dei genitori che dei figli. I bambini, per quanto possano sapere poco, sentono che qualcosa non va bene. D’altronde sono loro a ricevere cure e a trovarsi nei letti di ospedale a subire chemio. Hanno i canali emotivi più aperti degli adulti, sentono la paura dei genitori anche se inespressa, e possono imparare ad essere forti per loro come atto d’amore.

La salute non è l’unica cosa che conta: i bambini vogliono poter esprimere la paura che sentono, e anche i genitori. È necessario questo spazio per entrambi.

Spazio alla paura, parlatene! Spazio al dolore, condividetelo.

Quello che più fa male non è un atto di verità e trasparenza, ma i non detti che vengono esperiti e sperimentati a livelli inconsci e si sentono sulla pelle.

 

Carolina Alfano
Psicologa, Psicoterapeuta

 

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