Balla Alvaro, balla

È stato uno dei tormentoni di questa estate 2018. La colonna sonora delle nostre giornate in spiaggia, degli aperitivi al tramonto e delle lunghe notti d’estate. Alvaro Soler. Dopo averci fatto ballare negli anni scorsi con le sue hit El Mismo Sol e Sofia,  Alvaro Soler ci ha travolti tutti con il suo brano La Cintura.

In quest’intervista gli abbiamo chiesto come nasce un brano di successo, ma anche aneddoti e curiosità della sua vita quando non è sul palco.

Non è la prima volta che hai così tanto successo, e le tue canzoni diventano quelle che noi chiamiamo “tormentoni”. È casuale?

  • È strano, ma non casuale. Penso che ogni volta sia sempre una cosa incredibile. Ogni canzone per me è come lasciare un bambino da solo per vedere come se la cava. Ma ogni bimbo è diverso, così come ogni canzone. Non si sa mai se piacerà alla gente come si spera.

Nel tuo caso ci sono due fattori: fattore X, il talento, ma anche il fattore C, quello che noi chiamiamo fortuna.

  • Questi due fattori ci sono sempre, ma anche lavorare tanto è una condizione indispensabile. Abbiamo fatto un lavoro intenso per preparare l’uscita del brano e il successo che sta riscontrando è senza dubbio una combinazione di questi tre fattori.

Com’è nato questo brano? Dove l’hai pensato?

È nato a Los Angeles, eravamo nello studio di Red One insieme a Jakke, il produttore con cui abbiamo scritto anche Sofia. Ho iniziato a cantare per provare con un paio di parole e sono uscite “porque mi cintura”. Ed ho pensato: “Questo lo cambio perché non so ballare bene. È una mia insicurezza, dovuta anche al fatto di essere troppo alto”. Ma dopo ho detto ok, può essere divertente fare una canzone autoironica.

Alla fine, se un’insicurezza la metti dove non ci sono debolezze, diventa la forza di una persona.

Anche perché si scopre un lato nuovo di Alvaro, che nel video si vede ballare.

  • Alla fine il messaggio della canzone è quello di fare le cose anche se non siamo bravi e non sappiamo fare bene qualcosa, e purché ci piacciano, dobbiamo farle lo stesso. Chi se ne frega se non è estetico!

La cintura è un brano che piace molto agli italiani, come “El mismo sol”. Raccontaci come nacque quel pezzo, capace di restare in classifica degli album più venduti per 57 settimane.

  • El Mismo Sol è stato l’inizio di tutto. Un esperimento. Abbiamo pensato “facciamo così e vediamo come va”. In Italia è andato subito al top, e da quel momento sono venuto tantissime volte nel vostro Paese.

Il brano ha avuto successo prima in Italia che in Spagna, possiamo dire che ti abbiamo adottato?

  • Sì, grazie mille (ride). Anche perché in Spagna hanno iniziato ad ascoltarlo solo dopo la collaborazione con Jennifer Lopez. Però va bene, è andato tutto in maniera incredibile.

Grande successo per “El mismo sol”. Successo, confermato poi da un altro brano, Sofia.

  • Abbiamo improvvisato molto in quel momento, perché dopo il successo de “El mismo sol” non sapevamo bene cosa fare. Pensavo “non so se abbiamo una canzone così forte sull’album e penso che dobbiamo scrivere di più”. Quella è stata la prima collaborazione con Red One.

La canzone della tua sveglia?

Feel it Still di Portugal. The Man. Ha un ritmo incredibile fin dall’inizio della canzone. Dal primo momento sei dentro il “vibe”, ed è importante quando devi svegliarti.

La canzone della domenica mattina.

Questa è divertente (ride). Si chiama la bohème di Charles Aznavour. Non conoscevo questa canzone finché non l’ho scoperta in un bar di Berlino

Qual è il primo album che hai acquistato?

–  Continuum di John Mayer. La canzone preferita di quell’album è Slow Dancing In A Burning Room.

Il brano che ti fa pensare ai tuoi genitori.

  • Phil Collins. Piaceva a tutti e due. Ho avuto il piacere di conoscerlo e di suonare sul palco con lui, a Miami. È stato uno dei momenti più emozionanti della mia carriera. Era il suo primo concerto dopo alcune operazioni, c’era Keith Richards difronte a noi ed io ho avuto la pelle d’oca per tutto il concerto. La melodia di Another Day In Paradise, che solitamente è suonata al sintetizzatore, venne eseguita con il sassofono. In quel momento ho pensato: i miei genitori dovrebbero essere qui con me.

La canzone che ti ricorda il tuo viaggio più bello.

  • Gloria Estefan, con Los Anos Que Me Quedan. Il viaggio più bello era quello che facevo d’estate per andare sulla Costa Brava. Questa canzone ha un valore simbolico, è stata la prima canzone che ho imparato a cantare da piccolo. Il suo stile mi ha segnato. L’altro giorno ho trovato il CD con questa canzone, l’ho messo in macchina, ed ho guidato da Barcellona fino a Madrid. Un bellissimo momento, un flashback. Mi piacerebbe molto riuscire ad incontrare Gloria Estefan.

La canzone che avresti voluto scrivere

  • Questa è molto divertente. Last Christmas dei Wham, così ogni anno avrei revenues (ride). Musicalmente non è la canzone che avrei voluto scrivere, ma è qualcosa di stabile in un mondo che non è tanto stabile.

Il brano del sabato sera

  • Sensualidad di J Balvin con Bad Bunny e Prince Royce. È una canzone molto leggera ed il ritmo mi fa venire voglia di ballare subito. Direi che è un buon inizio per entrare nel mood prima di andare in discoteca.

 

Pino Gagliardi

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