Arvonio rilancia il territorio omaggiando il Nobile Principato della famiglia Caravita

Alle porte dell’Irpinia ed al confine con l’agro nolano, lo spaghetto estivo alla Nerano e le altre proposte del nuovo menù dello chef Giovanni Arvonio hanno convinto ed entusiasmato.

Siamo alla Taberna del Principe a Sirignano, in provincia di Avellino. Qui il principe Giuseppe Caravita nel 1884 diede una forte identità al piccolo borgo ed è proprio a lui che Giovanni ha dedicato il suo ristorante e i suoi rinomati spaghetti con le zucchine, noti anche come spaghetti alla Nerano. Si tratta di un piatto nato nel lontano 1952 durante gli anni della “Dolce Vita”.

Francesco, figlio di Giuseppe Caravita e anche egli principe di Sirignano, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Pupetto, fu “padrone di casa a Capri” e fu testimone e animatore di quell’Italia gaudente e spensierata. Durante una delle sue gite abituali a Nerano, in compagnia del suo amico francese Fred Chandon, noto per essere uno dei più famosi produttori di Champagne, si fermarono nella piccola ed unica trattoria del paese. Fred lo sfidò a realizzare un nuovo piatto che non fosse il solito spaghetto al pomodoro. Il Principe suggerì ad una sua amica cuoca di aggiungere alla pasta lunga degli zucchini fritti. La cuoca realizzò la ricetta, aggiungendovi parmigiano e provolone, per esaltarne l’origine napoletana. Nacque così, quasi per gioco, il mitico spaghetto alla “Sirignano”, più conosciuto come alla Nerano.

Oggi lo chef Giovanni Arvonio omaggia il Principato della Nobile Famiglia dei Caravita, proponendo una singolare rivisitazione dell’antica ricetta, e ne realizza una con contrasti decisi ma al contempo leggeri, con una cottura millimetrica della pasta che la rende molto invitante e piacevole da masticare. Lo chef crea così un piatto fresco, sempre in carta alla Taberna, sia nella versione originale che in quella estiva. Senza ombra di dubbio merita l’assaggio insieme alle altre pietanze del nuovo menù di stagione.

La Taberna è un ristorante sobrio, elegante e dallo stile ricercato. Con 26 posti a sedere ed una carta dei Vini, da definire quasi innovativa e ben curata, proposta in formato digitale, offre un’ampia quantità di etichette: circa 110, dove immergersi tra i vitigni di tutto lo stivale, per soffermarsi in particolare sul territorio Campano. Il nuovo Menù degustazione proposto dello chef Arvonio si presenta con cinque portate, tra cui 4 entrée, 4 primi, 4 secondi e 4 dolci al prezzo molto interessante di 40 euro, che passano a 45 con 6 portate, con un ottimo rapporto qualità prezzo. Arvonio, già allievo del Maestro Gualtiero Marchesi, ha sempre professato una filosofia di cucina, che mette in sintonia l’eleganza, il gusto e la leggerezza. Importante è stata anche la sua formazione con Enrico Crippa e presso l’Oasis della famiglia Fischetti a Vallesaccarda. Ma è ancor di più fondamentale che riesca ad esprimere un proprio stile, intuibile all’assaggio dei suoi piatti. Lo chef è legato al territorio che ritiene una fonte preziosa per chi fa cucina, sia per i prodotti agro alimentari offerti sia per la tradizione culinaria. I suoi piatti sanno divertire, c’è eleganza e personalità in questa cucina espressiva ed identitaria.

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Davide Milone

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