Anna Wintour “Realmente non seguo le riviste di mercato.Alla fine io rispondo al mio istinto”

di Valentina Nasso

Direttrice a vita della rivista Vogue,Anna Wintour, manterrà la sua carica per sempre, fino a morte non la separi dal magazine che grazie a lei ha raggiunto traguardi mai visti prima.

Anna Wintour è la donna che sembra aver ispirato il film campione di incassi “‘Il diavolo veste Prada” il cui ruolo è stato interpretato da Meryl Streep.

Figlia d’arte, il padre era il direttore del quotidiano London Evening Standard, la Wintour ben presto scopre la sua grande passione per la moda.

Gli inizi da Harper’s and Queen a Londra, e il trasferimento a New York a lavorare come assistente editoriale e fashion editor per riviste come Harper’s Bazaar e Viva sono solo i primi passi di una lunga carriera, cominciata negli anni settanta.

Un carattere forte e determinato, la sua ambizione la porterà verso un grande successo benchè le sue scelte editoriali non fossero sempre condivise.

Ritorna a Londra dove le viene affidato il primo incarico da editor-in-chief per la rivista British Vogue. Cambia completamente la redazione e in qualità di direttore esercita un controllo diretto e assoluto.

La svolta arriva nel 1988 quando sostituirà Grace Mirabella alla direzione di Vogue America. La rivista soffre la competizione con il magazine Elle America e Wintour viene scelta per proprio per rivoluzionare Vogue.

Con lei al timone, in copertina per la prima volta una ragazza bionda, sorridente, con poco trucco immortalata nelle strade di New York. La ragazza, indossa dei semplici jeans accostati a una preziosa maglia gioiello di Christian Lacroix Haute Couture. Da allora il modo di intendere la moda cambia per sempre: un approccio meno elitario, la moda “scende” dalle passerelle e vive per strada.

Un successo planetario quello di Vogue grazie alla nuova tendenza delle celebrities in copertina introdotte dalla Wintour. No agli stilisti italiani tranne che per due eletti Miuccia Prada e Stefano Pilati.

Un contratto da capogiro che supera i 2000 000 di dollari, un autista personale e un budget annuale di 200 000 dollari riservato alle spese per l’abbigliamento.

Nessuno vuole che la moda sembri ridicola,stupida, o al passo con i tempi.

La gente vuole designer che facciano riflettere, che ti facciano guardare la moda in modo diverso,Ecco come cambia la moda. Se non cambiasse, non guarderebbe avanti.

E questo è importante per me.

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