NAPOLI: AL VIA IL PROGETTO DI SAVE THE DOGS

Il primo intervento di Non Uno di Troppo è dedicato ai cani del napoletano

E’ la periferia nord-ovest di Napoli il territorio scelto per il primo progetto di Non Uno di Troppo, il programma di Save the Dogs and other Animals dedicato ai cani italiani in partenza a marzo.

Il partner di Save the Dogs – associazione con base a Milano che da 16 anni è impegnata in Romania nel contenimento del randagismo e nella protezione degli animali – sarà l’Associazione Animalista Oreste Zevola di Napoli, nata due anni fa per volontà dell’omonimo scultore prematuramente scomparso.

Grazie a questa collaborazione nel 2019 verranno sterilizzati e microcippati almeno 100 cani (di proprietà) e saranno attivate collaborazioni con un veterinario ed un assistente medico, che entreranno a far parte dello staff di Oreste Zevola a sostegno dell’attività medica.

L’obiettivo di Non Uno di Troppo è intervenire sulla situazione drammatica di randagismo che affligge alcune aree del Meridione. Strumento principe del progetto è la sterilizzazione affiancata al potenziamento dell’anagrafe canina e ad azioni di sensibilizzazione che coinvolgano la popolazione e i proprietari di animali.

Per raccogliere i fondi necessari alla nuova impresa tutta italiana dalla fine del 2018 Save the Dogs ha lanciato un Fondo per le Sterilizzazioni che servirà da collettore delle donazioni destinate a questo e ai prossimi progetti di Non Uno di Troppo nel Sud Italia.

Il fenomeno del sovrappopolamento canino in Campania è uno fra i più drammatici del nostro paese. 

Il Rapporto LAV 2018 stima intorno ai 16.000 il numero di cani registrati nei canili campani a fronte di oltre 10.000 ingressi nei canili sanitari e di un numero esiguo di adozioni e di restituzioni ai proprietari (rispettivamente 5.910 e 975).

Abbiamo lanciato il Fondo per le Sterilizzazioni affinché si investa sempre di più in prevenzione delle nascite e nel contrasto del randagismo – spiega Sara Turetta, presidente di Save the Dogs un fenomeno che può essere contrastato agendo a monte del problema e non solo a valle, gestendo gli animali già nati. Allo stesso modo, perché un progetto di contenimento della popolazione canina o felina sia efficace – continua Sara Turetta – è indispensabile intervenire in modo integrato generando informazione, coinvolgimento dei cittadini e lavorando il più possibile in sinergia con le autorità. Per questo Non Uno di Troppo Napoli prevede azioni come la microchippatura dei cani e la loro iscrizione in anagrafe, e ci auguriamo di poter contare sulla collaborazione con la facoltà di Veterinaria dell’Università Federico II, con le ASL e con i comuni interessati dal nostro intervento”. 

Per seguire Non Uno di troppo: https://www.savethedogs.eu/in-italia/.

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