Il ricordo di Anthony Bourdain

Leggendario chef newyorkese con una vita spericolata da autentica rockstar

“I suoi viaggi hanno ispirato ed entusiasmato una generazione di gastronauti e viaggiatori”.

Se non ricordi chi fosse Anthony Bourdain, ci sono varie possibilità: o sei rimasto in coma profondo per anni o in carcere in regime di isolamento o semplicemente non adori né viaggiare e né mangiare.

Nato a New York e cresciuto nel New Jersey, Bourdain è stato un cuoco americano di fama mondiale, carismatico e precursore dei tempi, uno dei primi a portare la gastronomia in televisione, legando a questo mezzo tutta la seconda metà della sua carriera. Diplomato, nel 1978, al Culinary Institute of America, cominciò i suoi viaggi collezionando esperienze, compresa quella importantissima di executive chef alla Brasserie Les Halles, storico ristorante di Manhattan.

Negli anni a venire firmò numerosi articoli sui quotidiani New York Times, The Times, The Observer, Scotland on Sunday, The Face, Limb by Limb, Black Book, e The Independent. La passione per la cucina e la compulsiva voglia di viaggiare fecero di lui un “cuoco narrante” in tante serie tv. Un mondo raccontato attraverso anche gli occhi di grandi ospiti, come l’allora Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che intervistò in un ristorante di Hanoi.

In Italia, Bourdain ci racconta in “Viaggio di un cuoco”, usi e costumi gastronomici di tutto il mondo. Nel 2001 dall’inedita serie scrisse “Il viaggio di un cuoco”, vincitore nel 2002 del premio Guild of Food Writers Award for Food Book of the Year.

Il suo stile inconfondibile ha fatto di lui una vera Rock star della cucina internazionale. ”No Reservations“ ultima serie TV trasmessa, racconta di viaggi oltre i confini conosciuti del mondo del cibo alla scoperta di svariate ricette inedite, legate alla cultura di vari continenti. Ogni puntata era una mini-guida gastronomica su una città, con “tutto ciò che si può fare e mangiare in massimo 48 ore”. Ed è proprio in uno dei suoi lunghi e instancabili spostamenti tra un paese e l’altro, mentre preparava il suo prossimo programma televisivo, che è stato trovato morto suicida nella sua stanza d’albergo a Strasburgo in Francia lo scorso 8 giugno, a soli 61 anni.

Nel 2004 divorziò da Nancy Putkoski, che fu sua moglie per 20 anni, e sposò Ottavia Busia, da cui nacque Ariane Bourdain, oggi undicenne e unica erede del patrimonio del padre. Anthony e Ottavia si separarono nel 2016 dopo 9 anni d’amore e nel 2017 Bourdain conobbe l’attrice italiana Asia Argento. Nonostante fra i due ci fossero 18 anni di differenza, l’amore prosegui a gonfie vele. Amava definirsi avventuroso e spericolato, una vita fuori da ogni regola fatta di eccessi, tra droghe e alcool. La narrazione inedita e lo sguardo crudo con cui analizzò la sua stessa vita nel suo primo libro “Kitchen Confidential” (2000) gli conferirono una grande popolarità. Anche se la paternità, arrivata 11 anni fa con la nascita della figlia Ariane a cinquant’anni, l’aveva portato a una vita, apparentemente più tranquilla, Anthony continuò il suo lento e celato declino psicologico.

Le riflessioni sulla vita e sulla morte raccolte dal 2000 al 2016 dal ricercatore John E. Richters  hanno dimostrato come Bourdain soffrisse da tempo di depressione e scagionano l’attrice e regista italiana Asia Argento accusata da molti sul web di esser stata la causa scatenante che ha indotto il compagno al folle gesto.

“Amava l’avventura, i nuovi amici, il cibo, il vino”. Era un bravo “ragazzo”.

 

Davide Milone

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