60 ANNI DI UMILTÀ

Il patron di Carpisa festeggia il traguardo dei sessanta. Non ha ricette per il successo, ma tre parole magiche nel cuore “radici, famiglia, umiltà”

 Quest’estate “Casa Carpisa” si festeggia un compleanno speciale.

Sessanta candeline per la mente creativa dell’azienda e l’anima artigiana che la rappresenta nel mondo. Sessanta anni per un uomo che ne merita almeno la metà per vitalità ed energia e meno dieci per forma fisica.

Il protagonista è Lello Carlino, presidente Carpisa e responsabile del Dipartimento Stile di uno dei brand italiani di borse e valigie più di successo nel mondo.

Lungimirante, intuitivo, astuto ma onesto, empatico, veloce e soprattutto vero artigiano, come lui stesso ama definirsi. Nel suo stile non rientra la volontà di fare bilanci. Lui è un treno in corsa e non guarda all’inizio o alla fine, si gode il viaggio. L’unica medaglia che indossa sono i suoi figli “La cosa più bella che ho fatto in questi 60 anni sono ovviamente Gennaro, Vittoria e Dionigi”.

Ho la fortuna di incontrarlo nel suo mondo, nei suoi uffici che danno sul giardino dove dimora una tartaruga in carne e ossa che di anni invece ne ha 50. È lei, maestosa e misteriosa come quella che da anni ci accompagna in viaggio e in città su borse e valigie. Un logo non scelto a caso, ma per la passione che Lello Carlino ha da sempre per questo animale “con la pelle tosta, longevo, simbolo di fortuna in tutto il mondo e con un’adorabile contrasto: lui va lento e noi veloci come una Ferrari”.

Conoscere Lello Carlino e farsi raccontare la sua storia, per il traguardo dei 60 anni, significa capire fino in fondo, come Carpisa sia diventata un brand di successo nel mondo.

Insieme alla sua famiglia, ha trasformato la capacità artigianale di una piccola realtà campana in una vera e propria organizzazione internazionale. Un palazzo alto e solido dove si lavora ogni giorno con la consapevolezza e il senso di responsabilità di chi è grande, ma con l’impegno e la fame di chi è piccolo.

Nella sede dell’interporto di Nola, a 30 km da Napoli, lavorano oltre 250 dipendenti, di cui 200 donne, quasi tutti campani, età media 30 anni e con perfetta conoscenza dell’inglese: “Abbiamo cercato di creare un ambiente sano e produttivo dove le persone si sentano a casa. Apprezzate e incoraggiate. Molti di loro sono qui anche da 15 anni e non se ne sono mai andati. Il nostro obiettivo è farli crescere in azienda. Abbiamo ottimi stilisti, la maggior parte dei quali proviene dalla scuola di Aversa”.

Una grande squadra che, con tenacia e qualità, e attraverso la guida strategica dei Carlino, sta facendo crescere un’azienda sana, giovane che riesce a proporre sul mercato un prodotto dall’eccellente rapporto qualità prezzo. E non in ultimo, con uno sguardo lungo all’innovazione.

Il futuro sarà, infatti, una valigeria quanto più tecnologica possibile con un sogno nel cassetto dell’artista di casa Carpisa: “proprietari di valigie” che, attraverso un’app, si possano mettere in contatto e socializzare.

In tema di innovazione, l’ultima novità è “Carpisa Go”, leggera dai materiali resistenti, dimensioni ridotte, silenziosa e con un costo contenuto.  Ma soprattutto una valigia su misura che il viaggiatore può personalizzare. 48 le combinazioni possibili: dalla scocca che può essere bicolore, alle ruote amovibili che consentono di utilizzarla come bagaglio a mano, dagli interni colorati ma soprattutto funzionali con accessori combinabili.

Lello Carlino, in pochi secondi, mi trascina nella sua storia incredibile. Per seguirla si deve partire da tre parole magiche: radici, famiglia e umiltà. Una delle prime cose che mi dice è “non si deve mai dimenticare da dove si viene. Sempre massima fedeltà alle proprie origini. La mia vita e il mio lavoro sono nati a Piazza Mercato, nel cuore di Napoli, per strada, in mezzo alla gente, dove ho risucchiato tutto quello che si potesse imparare e che potesse servire nella vita. Mio padre è stato il mio grande maestro, da lui ho imparato un mestiere che mi ha reso prima artigiano e poi imprenditore. Da mia madre Giulia, invece, ho ereditato il carattere, la simpatia, la caparbietà ed un pizzico di follia. Come sono e come prendo la vita lo devo a lei. Poi c’è il valore dell’unità familiare che è stato il vero motore dell’azienda. Sono sessant’anni che conquisto le cose con umiltà. Ed è la regola fondamentale che impongo ai miei dipendenti. Ci vogliono anni e sacrifici immensi per costruire una grande realtà, ma ci vuole un attimo per farla venire giù. Sempre rispetto, gentilezza e apertura verso l’esterno”.

Il successo di Carpisa, il brand che insieme a Yamamay e Jaked fa capo alla PianoforteGroup (di cui sono azioniste di maggioranza e proprietarie dei brand le due famiglie napoletane Carlino e Cimmino e che nel 2016 ha superato per la prima volta i 300 milioni di fatturato), è racchiuso in questo segreto: rispetto dei ruoli e conoscenza del mercato e del mestiere. “Il sodalizio con la famiglia Cimmino è stato sempre vincente. Non si sono mai spezzati gli equilibri. Le nostre sono famiglie storicamente vicine. Ci vediamo poco, siamo soci ma molto indipendenti l’uno dall’altra e ci rispettiamo”.

Il Presidente Lello Carlino è un crocevia di esperienze estreme che la vita ti può offrire. La sua quotidianità per strada tra le persone, è stata accompagnata da un’infanzia trascorsa in una delle migliori scuole di Napoli. La madre, prima e grande donna della sua vita, volle che frequentasse la scuola svizzera. “Condividevo la classe con 25 bambini tutti di nazionalità diversa. Ho avuto modo di imparare il tedesco. Ma anche il francese frequentando il Grenoble, l’inglese e lo spagnolo viaggiando. Considerando che sono in giro per lavoro sei mesi l’anno, direi che a mia madre devo uno dei miei bagagli più preziosi” .

I Carlino sono prima di tutto grandi lavoratori. Papà Gennaro, ad 85 anni, lavora ancora oggi. Lui è quello a cui si deve tutto. Esperto di pellami “spesso era lui che diceva al conciatore come fare, quale miscela scegliere. Il marchio Carpisa nasce nell’86. Il primo negozio in assoluto fu al Vomero. Ma con mio padre siamo partiti con una fabbrica a Fuorigrotta. Siamo stati lì per 30 anni. Per questo amo definirmi un artigiano perché faccio borse da quando avevo 13 anni. Oggi ognuno di noi porta in Carpisa quello che è stato e che ha fatto in precedenza. Per esempio, senza mio fratello Maurizio e le sue doti di amministratore non saremmo arrivati così lontano. Sono stato io a fare di tutto perché studiasse, è più giovane di me di 15 anni, ma adesso è lui che orienta me perché io sono un pessimo amministratore. Io voglio creare e inventare il prodotto giusto che il mercato premierà. Quando sono in giro osservo tutto, per capire cosa amano le donne e gli uomini. Fermo le persone, faccio domande. Poi mi chiudo nel mio ufficio, immagino la nuova valigia o la nuova borsa”.

Accanto alla creatività, c’è l’altro grande talento di Lello Carlino: l’artigianalità. L’obiettivo più ambizioso per lui sarebbe poter tornare a fare l’artigiano in Italia. E di produrre proprio in Campania, soprattutto la pelle. “Lo Stato ci deve dare questa opportunità. Io sarei pronto a farlo subito. Venti anni senza pagare tasse alle aziende che producono nel nostro Paese e che assumono almeno 200 unità. Questa è la mia proposta. Noi se avessimo queste condizioni arriveremmo ad assumere 200mila persone”.

Nel frattempo Carpisa ha conquistato il mondo. Il mercato estero che li apprezza di più è l’Arabia Saudita. Nel mercato del lusso hanno trovato un partner forte. Gli Stati Uniti invece sono ancora un sogno. Quello americano è un mercato difficile.

Quando non è imprenditore di successo, Lello Carlino è un uomo appassionato e capace di divertirsi.

I suoi grandi amori sono lo sport e le donne. Ha sempre creduto e sostenuto il mondo del calcio giovanile, femminile e maschile, ma anche gli sport acquatici e la pallanuoto in particolare. Carpisa ha sostenuto negli anni tanti progetti, uno per tutti il Napoli SOC.C.&R, una collaborazione tra la Federico II e l’A.S.D. Napoli Calcio Femminile & Maschile Carpisa Yamamay per attività di ricerca e formazione di nuovi profili professionali a supporto della crescita delle attività sportive.

Il secondo grande amore del presidente Carlino sono le donne. “Sono il mio unico vizio. Sono molto amato da loro. Forse perché sono in sintonia con il loro ritmi. È raro che io esca in compagnia di uomini. Preferisco la velocità mentale delle donne, perché sono uno che corre e che vuole essere sempre sorpreso e completato. La donna che mi sta accanto deve darmi attenzioni e farmi divertire, perché fuori dall’azienda ho bisogno di evadere. Sono stato molto fortunato e viziato. Soprattutto dalle mie sorelle e da mia madre che ancora oggi cucina per me, si preoccupa e questo lo cerco anche nella mia metà”.

 

Manuela Giuliano

 

 

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