2006 – 2018 : Dalle “notti magiche” tedesche all’assurda esclusione per i Mondiali di Russia

Dodici anni dall’immagine di Fabio Grosso, incredulo, impazzito di gioia, per quel gol alla Germania, in semifinale. Dodici anni dal gol di Marco Materazzi, dalla testata di Zidane, dai rigori, e di nuovo il volto di Grosso, in estasi, dopo l’ultimo e decisivo penalty. Dodici anni dalle gesta di Fabio Cannavaro, gli interventi provvidenziali di Gigi Buffon, il vigore agonistico di Gennaro Gattuso, e poi Totti, Toni, Del Piero, Pippo Inzaghi, e tutti gli altri.

Dodici anni da quel titolo di “Campioni del Mondo”, sudato, conquistato, urlato.

Oggi, per l’appunto dodici anni dopo, l’Italia e la sua nazionale di calcio, assiste da malinconico spettatore ai Campionati Mondiali di Russia. Fuori dalla fase finale dopo un “drammatico” spareggio con l’apparente anonima Svezia. Il crollo in campo ed il collasso di un sistema, da tempo fragile, da tempo malato.

Fuori tutti, e via alla rifondazione. Proclami, proposte, ma a distanza di quasi un anno, l’unico tassello realmente modificato resta quello del commissario tecnico. Roberto Mancini al posto di Giampiero Ventura. L’esperienza, il profilo vincente, le abilità di selezionatore mostrate già da allenatore del nuovo CT, contro la scommessa fallita, per responsabilità reciproche, del profilo navigato, quasi romantico dell’ex Ventura.

Dodici anni dopo, l’Italia guarda avanti, e mentre in Russia, ci si gioca quel primato, che al solo ricordo, ancora, fa accapponare la pelle dall’emozione, progetta, rifonda e getta le basi per i successi che verranno. L’urlo di Fabio Grosso, e prima ancora quello di Marco Tardelli sono lontani, immagini sbiaditi di un passato glorioso.

Oggi, tocca ripartire, dal niente, dal quasi niente di un esperimento fallito. Consapevoli di ciò che è stato, ed ancor più convinti delle emozioni che verranno.

Appuntamento quindi in Qatar, tra quatto anni, per continuare a sognare, a gioire per i nostri colori, e ritornare ancora una volta protagonisti.

 

Paolo Marsico

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