14 racconti che “Frantumano” la Buona Forma

La Teoria della buona forma. Racconti minimi dal microcosmo umano prende il titolo da una teoria della corrente psicologica tedesca, la Gestalt, secondo la quale, attraverso un meccanismo di semplificazione, la mente annulla tutto quello che ritiene perturbante, pericoloso, complesso e si rifugia in ciò che è conosciuto e rincuorante, puntando lo sguardo sul “macrocosmo” e prendendo le dis

tanze dai dettagli, dalle verità scomode, dalle storie che non vogliamo vedere o abbiamo paura di comprendere.

Quattordici racconti bastano a Matilde Iaccarino, scrittrice, saggista e insegnante partenopea, per addentrarsi in un profondissimo intreccio di vite, prospettive, emozioni e possibilità che frantumano la buona forma e disvelano un mondo sotteso, inesplorato e spesso ignorato.

Nelle pagine dalla scrittura piana e viva, grazie allo sguardo obliquo e laterale dell’autrice, incontriamo donne, uomini, bambini che sono reali ed umani proprio nelle loro contraddizioni, nelle loro paure miste a coraggio, nei dubbi, nelle insicurezze.

Matilde Iaccarino irrompe nelle vite dei suoi personaggi e “accende le luci nelle case degli altri” attraversando le sfumature della vita e portando il lettore ad interrogarsi costantemente sulla propria emotività, sulla propria “buona forma” tramite un meccanismo di identificazione e straniamento simultanei.

Un’operazione complessa che non rinuncia, tuttavia, ad un linguaggio chiaro, semplice, leggero, dai toni spesso sognanti e disincantati e che riesce a trasformare storie drammatiche in camei di rarefatta bellezza. Quasi come fossero un coro di voci dissonanti ma armonizzate, i personaggi ci attraversano e lasciano come segno del loro passaggio un’emozione, una domanda, una paura, un ricordo, un profumo. Nei racconti l’autrice esplora la periferia umana, spaziale e psicologica, parla di società, di omosessualità, costruisce e decostruisce l’essere donna, l’essere madre, l’essere figli e così, a poco a poco, ci parla dell’essere persona prima che personaggio.

Questi frammenti sono, infatti, tutti scaturiti da incontri reali vissuti dall’autrice ed è questo a rendere accattivante la lettura de La teoria della buona forma. Non c’è finzione, non c’è invenzione, si percepisce la realtà pulsante e vibrante che è proprio lì davanti ai nostri occhi. La Teoria della buona forma è una perfetta sintesi della società moderna, dei sogni, delle paure e delle contraddizioni che la attraversano, ma soprattutto punta il riflettore su quel grande e unico racconto che è la vita.

 

Giuliana Mastroserio

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